Open innovator

Volete un manuale per apprendere come divenire più ricchi diminuendo le ore lavorative giornaliere ed migliorare la vostra qualità della vita?

Ho letto 4 ore alla settimana di Timothy Ferriss, un testo imperdibile basato sul concetto che “è inutile fare con più quello che si può fare con meno”. Un innovativo approccio per imprenditori e professionisti ma anche per chiunque sogni una vita diversa. Ecco la mia sintesi di questo bel libro che propone un nuovo stile di lavoro a coloro che vogliono sfruttare al massimo il tempo e la mobilità per riprendersi il proprio tempo e vivere più intensamente.

La realtà lavorativa nella quale siamo inseriti non è immutabile e dipende dalle nostre scelte e dalla nostra capacità di proporre nuovi modi di lavorare liberandosi dalle vecchie regole.

1° fase – Revisione del consueto sistema di lavoro

L’acquisizione del denaro dipendono da una nuova gestione del tempo e dello spazio. Analizzando i neo-ricchi, ossia coloro che hanno scelto di sfruttare al massimo il tempo e la mobilità, si capisce come questi moltiplichino i propri soldi perché possono lavorare come, quando, dove e con i collaboratori e gli strumenti che vogliono. Il potere sta nella libertà di scegliere e di agire in controtendenza rispetto ai comportamenti comuni.

E’ necessario prima di tutto riflettere su alcuni concetti:

  • Il reddito non deve essere l’unico parametro di misura ma va collegato alla variabile “tempo libero”.
  • la pensione non deve essere l’obiettivo della vita né intesa come una garanzia
  • va calibrato i momenti di attività anche intensa a quelli di riposo
  • lavorare di meno non significa essere pigri ma concentrarsi sulle attività di maggiore rilevanza
  • bisogna concentrarsi sui propri punti di forza

Contrariamente a quanto comunemente accettato l’obiettivo non deve essere realistico ed raggiungibile ma irrealistico e stimolante: un sogno! In questo modo si riesce a appassionarsi veramente e a mettere in atto tutti i potenti meccanismi del cervello.

Cosa faremmo, infatti, se fosse impossibile fallire?

Il primo passo è quello di creare una Dreamline sulla quale indicare 4 sogni semestrali (si possono usare anche le risorse di www.fourhourworkweek.com) individuando 5 cose da fare, un posto in cui recarsi, un’azione, un incontro da fare, qualcosa da svolgere, questo per ogni giorno e per tutte le settimane.

E’ necessario determinare il costo di tali “sogni” in termini di reddito mensile da raggiungere, sia in entrata che in uscita.

Il focus deve essere sull’azione. Vanno fissate tre fasi, intese come azioni di avvicinamento, per ciascuno dei quattro sogni ed iniziare a fare il primo passo subito.

L’azione è una sfida: bisogna imparare ad affrontarla. Utile al riguardo possono essere semplici esercizi quotidiani per uscire da quella che la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) chiama “area di confort”: per esempio si può sforzarsi di guardare il proprio interlocutore negli occhi, sfidare la timidezza approcciando le persone, imparare a dire di no senza disagio, praticare la tecnica del “sandwich” lodare – criticare –lodare, agire fuori dagli schemi.

2° fase – eliminare

Rivedi la tua gestione del tempo. Essere molto occupati e pieni di impegni non significa essere produttivi.

Il dipendente se possibile dovrebbe trattare un accordo che gli permetta di lavorare senza doversi recare in ufficio e senza il vincolo della consueta struttura oraria 9.00 – 17.00. L’imprenditore può invece concentrarsi sul ridurre la mole di lavoro selezionando quello più profittevole.

Il punto chiave è cercare di essere più efficace piuttosto che più efficiente!

Ciò che si esegue è ben più importante di come lo si fa. Inoltre eseguire un compito di poco conto non lo fa divenire importante, come altrettanto vero è che non è il tempo di esecuzione a denotare l’importanza del compito svolto.

L’efficacia permette di agire per raggiungere i risultati.

L’obiettivo da tenere a mente deve essere quello di incrementare le entrate riducendo la fatica. E’ bene quindi essere selettivi e disciplinati nel gestire energie ed impegni per riuscire ad aumentare la produttività.

Un utile aiuto viene dalla Legge di Pareto (regola dell’80/20), secondo cui quindi l’80% della produttività è generato dal 20% del lavoro. Occorre quindi eliminare le azioni che non generano produttività e che sono solo una perdita di tempo. Per esempio in azienda è fondamentale focalizzare gli sforzi su quel 20% dei Clienti che generano l’80% dei profitti.

Inoltre anche la legge di Parkinson può dimostrare l’inefficacia della soluzione lavorativa 9.00 – 17.00. Secondo tale legge, infatti, il valore ed il grado di difficoltà percepito dai lavoratori aumenta in relazione al tempo di esecuzione. Tempi di lavoro molto intensi di conseguenza ci costringono alla massima concentrazione. Applicando questa legge siamo in grado quindi di accorciare il tempo lavorativo pur ottenendo risultati di qualità.

Combinando queste due leggi è possibile lavorar meno e disporre di più tempo se si identificano le attività che garantiscono i maggiori risultati e le si programma a scadenze ravvicinate e precise. Nello stesso tempo si può evitare di considerare le attività irrilevanti.

Coltivare l’ignoranza selettiva

Uno delle cose fondamentali per ottenere i migliori risultati è imparare a limitare le interruzioni e a selezionare le informazioni. Bisogna affinare la capacità di scartare le attività meno produttive e le informazioni poco rilevanti.

Evitare le interruzioni “spreca-tempo” organizzandosi per:

  • limitare la posta elettronica ad una sola consultazione giornaliera (eventualmente anche usando la strategia della risposta automatica che abitua i colleghi a comunicare solo cose realmente importanti)
  • riorganizzare il traffico telefonico sul numero d’ufficio per le comunicazioni non urgenti e sul cellulare per quelle urgenti. Durante le telefonate spingere l’interlocutore alla sintesi con frasi del tipo “come posso esserti utile?” evitando di invogliare l’altro al dialogo.
  • Limitare le riunioni ed incontri non fondamentali e nel caso fosse indispensabile presenziare stabilire un ordine del giorno con argomenti, tempi ed obiettivi.

Imparare a raggruppare attività di routine affini eseguibili insieme in un preciso lasso temporale. Allo stesso modo indurre i collaboratori ad avanzare richieste in modo unitario.

Uno dei grossi limiti delle aziende è spesso la mancanza di libertà decisionale del collaboratore. Spesso questo aspetto è legato alla problematica di un fallito empowerment che porta il capo a non fidarsi ed il collaboratore a non essere sicuro di se. La soluzione è quella di definire precise direttive sull’autonomia dei collaboratori e effettuare solo periodicamente delle verifiche in modo da responsabilizzare i collaboratori.

3° fase – Automazione

I neo ricchi sanno creare sistemi per sostituire se stessi e sanno gestire al meglio la comunicazione a distanza. La delega di talune attività a un assistente deve seguire regole chiare:

  • delegare le attività che richiedono molto tempo (p.e. l’esecuzione di ricerche)
  • verificare sempre che l’assistente abbia compreso i compiti delegati
  • chieder aggiornamenti durante la lavorazione
  • inviare un compito per volta indicando priorità e scadenze con congruo anticipo

Il sogno di ogni imprenditore è creare un’impresa in grado di gestirsi da sola. Utopia o realtà?

La prima cosa da fare per raggiungere un’azienda che vada avanti da sé è stabilire uno schema organizzativo con obiettivi chiari. E’ possibile anche delegare in outsourcing una serie di attività a società specializzate che in caso di scarsi risultati possono essere sostituite facilmente.

Occorre fare attenzione poi a non offrire troppi prodotti o opzioni visto che tale fattore può creare indecisione nei Clienti e, di conseguenza, ridurre il numero di ordini. Un portafoglio prodotti/servizi tropo ampio per contro richiede produzioni più complesse e un più sofisticato servizio Clienti.

Può essere interessante proporre una garanzia lose-win del tipo “siamo così sicuri che rimarrai soddisfatto che nel caso non sarà così ti pagheremo noi la marca che preferisci”, chiaramente solo se il vostro prodotto mantiene le promesse!

4° fase – Liberazione

Lanciarsi in un nuovo progetto crea sempre paure e dubbi. L’importante è riuscire a liberarsi dalle abitudini e dagli stereotipi che limitano la propria vita all’interno di un sistema frustrante.

Paura di fallire, paura di non poter tornare indietro. Paura di non avere più una stabilità economica e di perdere la pensione. Paura di danneggiare il proprio curriculum e la propria carriera.

Ma uno dei vantaggi fondamentali dei neo ricchi è la libertà.

Un cambiamento di prospettiva che non si ferma solo alla variabile denaro ma coinvolge anche il tempo. Si è sempre riflettuto, infatti, che non ha nessun senso avere un sacco di denaro se poi non si ha neanche il tempo di goderselo!

Una nuova prospettiva in grado di permetterci di vivere più intensamente e di farci apprezzare la disponibilità di tempo, rompendo l’equazione denaro = successo.

L’apprendimento continuo e lo star bene con se stessi sono due fonti di benessere. Vivere è imparare.

Impariamo a vivere in modo diverso. Lavora dovunque e ovunque, ma fai il tuo lavoro.

POTENZIALI ERRORI

  1. Dimenticare i sogni e lavorare senza obiettivi
  2. Dedicarsi ad attività inutili (es. navigare su internet o gestire la posta)
  3. Dedicarsi ad attività che spettano ad altri
  4. Soffermarsi ad aiutare colleghi in attività poco importanti (“empowerement – insegnagli a pescare”)
  5. Perdere tempo con contatti non produttivi
  6. Lavorare nello stesso luogo in cui si vive
  7. Perseguire la perfezione piuttosto che apprezzare gli ottimi risultati
  8. Permettere a dettagli e problemi di trasformarsi in pretesti per non lavorare
  9. Considerare un prodotto o un lavoro l’obiettivo più importante della propria vita
  10. Dimenticare l’importanza delle relazioni umane. Lavorare in maniera mobile non significa isolarsi

 

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Commenti su: "Ottenere di più lavorando meno" (1)

  1. […] This post was mentioned on Twitter by Luca Silva, Michele Moro. Michele Moro said: Ottenere di più lavorando meno: http://wp.me/ps1eu-2h […]

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