Open innovator

Video-conferenza in alta definizione, trasporti intelligenti, smart-grid, IPTV, VoD, IMS, servizi multimediali personalizzati, streaming on-demand e gestione presenze in retesono solo alcuni dei servizi innovativi che ci attendono in futuro.

Nel settore business i servizi di nuova generazione abilitati dalla nuove reti saranno numerosi. Internet super-veloce abiliterà sempre più la gestione applicativi in remoto, e-learning, formazione a distanza, telelavoro, Business TV (anche interattiva e on-demand in HD), CRM ed ERP, Sales Force e Work Force Management, controllo accessi,  videosorveglianza.

La gamma di NGS (Next-Generation Services) è quindi molto vasta e articolata e per poter  rendere i servizi voce, Internet e multimedia sempre disponibili, sia indoor che outdoor è necessario quanto prima realizzare nuove reti broadband.

Solo le reti di nuova generazione a larga o larghissima banda NGN (Next-Generation Networks) a standard IP saranno in grado di supportare pienamente, anche in mobilità, questa  ampia gamma di applicazioni e servizi TLC.

Cosa serve

Il processo di aggiornamento delle reti esistenti e di realizzazione delle nuove reti è però lungo e complesso, in quanto richiede ingenti investimenti; la nuova piattaforma di rete “all IP” a larghissima banda consentirà di trasportare tutti i servizi triple play (voce, Internet, TV) che migreranno dalle piattaforme TDM (a commutazione di circuito) a quelle IP aprendo l’era delle “centrali informatiche”. Prima sarà necessario trasportare su IP l’intera dorsale, poi estendere la fibra ottica a livello di distribuzione locale.

Ma per far questo, servendo i soldi di chi investirà nelle nuove reti, servirà un accordo sugli aspetti regolamentari del settore. E’ vero che una volta realizzate queste nuove reti gli operatori del settore saranno in grado di recuperare l’investimento per mezzo della commercializzazione  di nuovi servizi e grazie ad una gestione più efficiente e meno costosa delle infrastrutture di rete, ma è altresì vero che cercare un compromesso fra esigenze contrastanti di chi deve partecipare al progetto non è così facile. Differenti sono gli interessi in gioco e le priorità fra diversi attori in gioco: l’operatore dominante (c.d. incumbent) Telecom Italia , operatori alternativi (c.d. OLO – Other Licensed Operators quali ad esempio Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali, Teletu, BT ITalia, Welcome Italia) e nuovi soggetti come le cosidette Newco (come Google o Apple) che usufruiscono della rete senza condividerne i costi.

Un colpo al cerchio…

L’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni) in questo scenario sta cercando di trovare un punto d’intesa che non potrà che essere di compromesso conscia che senza nuovi rete non ci sarà ne sviluppo ne concorrenza, rischiando di scivolare indietro nella classifica dei paesi con la miglior rete,  ben oltre il 14 posto in Europa che attualmente viene assegnato all’Italia (e pensare che dieci anni fa eravamo primi!). Vi è necessità di tutelare gli interessi di tutti: sia di quegli operatori che hanno investito nel cosidetto unblundling della rete in rame sia sia di chi dovrà investire nella realizzazione delle reti NGN.

Nella soluzione ipotizzata dall’Agcom “il colpo al cerchio” potrebbe essere dato dall’obbligo imposto a Telecom Italia di concedere il bitstream sulle Ngan con prezzi praticati agli altri operatori orientati al costo.

…ed uno alla botte

Il colpo alla botte” sarebbe quello di concedere agli operatori alternativi a Telecom Italia (OLO) l’unbundling (cioè la possibilità di vendere all’utente finale anche il collegamento dell’ultimo miglio, cioè dall’ultima centrale della rete fino a casa dell’utente) solo nelle aree geografiche prive di competizione strutturale, dal 2013 e solo dai punti di concentrazione della rete (e non dalle centrali).

La cosa da vedere sarà se la difficile mediazione scontenterà tutti o andrà in porto velocemente e proficuamente portando il paese verso l’innovazione ed il futuro. Le consultazioni attualmente in atto servono proprio a raccogliere il parere degli operatori di TLC, dei consumatori e del marcato in generale.

Occorre far presto perché senza infrastrutture l’esperienza d’uso della rete da parte dell’utente finale (user experience) non potrà migliorare ed i nuovi servizi non si potranno realizzare appieno, anche tenuto conto della forte pressione a cui sottoposte sia le reti fisse che quelle mobili a causa dell’aumento del traffico Internet (nei prossimi 5 anni è previsto cresca almento di 4 volte) e della diffusione di device di nuova generazione come i tablet e gli smartphone.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: