Open innovator

Ieri ho fatto un interessante viaggio in treno a fianco del Ceo di Citynews. E’ stato un piacevole viaggio nel mondo del mercato delle news locali, del local advertising e del local search.

Due uomini di marketing non potevano, pur se non indifferenti ai paesaggi appenninici che scorrevano fuori dal finestrino, che cadere su argomenti molto “localizzati” sui propri interessi condivisi. Uno dei temi a me più cari è legato al costo medio per contatto e al costo medio per nuovo utente nel mercato della promozione locale di prodotti e servizi.

20120418-110237.jpg
Dall’esperienza maturata si stimava, con le dovute correzioni per categoria merceologica, pressione competitiva e mercato locale, un costo di circa 30 centesimi a contatto.
La competizione per accaparrarsi l’attenzione dei navigatori on line si sta facendo sempre più serrata, addirittura estrema per certe categorie merceologiche come alberghi, ristoranti, immobiliari visto il fiorire di una pluralità di portali e siti e visto il progressivo disinteresse ed assuefazione dell’utente alla pressione pubblicitaria.

Scendendo sul funnel che porta il navigatore dentro alla nostra Landing page, ci addentriamo nell’ancora più impervio terreno del tasso dii conversione: zona CTR.

Parlando di promozione di programmi o applicazioni gratuiti per l’utente e senza andare troppo sul sottile in merito al tipo di messaggio veicolato, validità della creatività e della grafica, bontà della proposta, ipotizzando che queste siano tutte ad ottimi livelli, proviamo a mettere sul tavolo un valore medio su cui confrontarsi? Diciamo un tasso di conversione pari all’8%? Come dire quindi che su 100 navigatori che riusciamo ad incuriosire e portare sul nostro sito informativo, 8 decidono di fare l’azione desiderata, ossia lo scaricamento di un’app o programma.
Chiaramente molto può cambiare se invece di scaricare un programma gratuito o dal basso costo, di buona utilità, si parlasse di una diversa call to action, come per esempio decidere di comprare una vacanza o un televisore.

Solo per farci un’idea di fondo i calcoli sono molto semplici: 0,30 euro x 100/8= 3,75 euro ad utente.

Bene da qui devono partire tutti i ragionamenti ex ante in merito ad un budget di marketing e relativa suddivisione nel mix del piano di comunicazione.
Le variabili sono tante e quindi la vita reale si può valutare solo ex post, ma di sicuro, salvo settori e casi fortunati, difficilmente si potrà parlare di costo a utente inferiore all’euro.

Se poi dall’online ci trasferiamo all’offline e ai mass media, i costi, pur motivati in parte dalla costruzione della brand equity, in termini di costo per utente quintuplicano o decuplicano.

Una start up ha quindi bisogno di prevedere con attenzione investimenti di marketing e sforzi necessari per far crescere in modo organico e costante la propria base utenti. In un modello di business basato sulla gratuità dell’utilizzo del programma o applicazione e sull’introito legato alla raccolta pubblicitaria, sottovalutare quest’aspetto potrebbe essere davvero rischioso, fino al punto di mettere in difficoltà l’intero business plan.

Voi che riflessioni ed esperienze avete da condividere?

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: