Open innovator

Il Botellón di Padova nacque nel 2008 da un’idea di qualche giovane universitario padovano che, inviando qualche email ad amici, invitava a ritrovarsi in piazza per condividere una birra.

Il passaparola ha reso subito virale quest’evento che, con il passare degli anni, si è trasformato in un appuntamento di massa con migliaia di giovani provenienti anche che da fuori città.

Ora quei giovani che hanno ideato un format di tale successo, con una riflessione aperta considerano finita l’esperienza del Botellón.


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Il Botellón è morto?

No. Il Botellón è morto per risorgere libero, senza organizzatori e regole. Perchè non si può regolare un libero incontro di giovani. Non si può frenare la libera voglia di incontro. Casomai bisogna incanalarla verso un modo di vivere l’incontro conscio dei pregi e svantaggi di tale idea, con senso di responsabilità verso la città.

Leggiamo le riflessioni di chi ha creato il Botellón: “abbiamo dato vita alle più grandi, le più colorate, le più libere feste di piazza che si siano mai viste nelle nostre assopite città. Senza bisogno di palchi, infrastrutture o stand abbiamo portato migliaia di persone a ritrovarsi, facendo anche chilometri per venire in una piazza per stare tutti insieme. Non è forse sintomatico, in una società in cui l’individuo è lasciato sempre più solo, che delle persone possano provare piacere nel solo fatto di essere in compagnia, senza bisogno di biglietti, prevendite, pass o free drink

Quest’anno eravamo in tantissimi. Nonostante il pericolo pioggia e nonostante il terremoto siamo andati ugualmente in Prato della Valle per stare insieme. Abbiamo ritrovato vecchi amici, ne abbiamo fatti di nuovi. Abbiamo riso, scherzato, parlato, discusso e polemizzato. Qualcuno si è innamorato, qualcun altro ha litigato e qualcun altro ancora si è riappacificato. Abbiamo raccolto la nostra spazzatura e quella altrui, abbiamo fatto offerte libere per pagare al Comune quello che non saremmo riusciti a rimuovere e per dare un aiuto concreto ai nostri amici emiliani (a proposito, è notizia di oggi che il Comune “abbuonerà” le spese di pulizia e lascerà che i quasi 5.000€ raccolti vadano interamente devoluti alle Associazioni con cui erano già stati presi contatti). A quelli che ci chiedevano di starcene “rispettosamente” a casa nostra (magari davanti alla tv o su facebook) abbiamo risposto con i fatti, dimostrando che questo assurdo scontro generazionale non ha senso di esistere e che con un approccio serio, costruttivo e propositivo si può convivere pacificamente. Sì, probabilmente qualcuno ha esagerato nel bere durante la serata, qualcun’altro si è fumato qualche canna e altri ancora sono venuti solo per portare a termine qualche furtarello. Ma questonon è il campione rappresentativo dei giovani di Prato della Valle e chi generalizza dovrebbe mettersi l’animo in pace e accettare il fatto che per rendere le nostre città migliori non serve a nulla criticare e bofonchiare sui “bei tempi andati”, ciò che manca invece è un reciproco scambio che sia produttivo e comprensivo delle mutue esigenze

E ora? Ora gli sbarbi del 2008 sono all’ultimo anno di magistrale e vorrebbero che il botellón tornasse alle sue origini. Purtroppo sono ancora in molti quelli che non riescono a comprendere la vera, ovvia essenza del botellón. Botellón è il ritrovarsi in piazza in maniera informale, botellón è sedersi su un prato con una birra in mano mentre uno sconosciuto suona la chitarra, botellón è fondamentalmente la libertà di stare insieme. Attraverso i nostri (e per nostri intendiamo anche vostri) macrobotellones siamo riusciti ad avvicinare molte persone a questo tipo di ritrovi, persone che magari mai avrebbero potuto concepire dei ritrovi simili. Quando queste persone ci chiedono “quando ne organizzerete altri” ci mettiamo a ridere, perché è evidente che non c’era nulla di organizzato. Dopo gli ultimi anni, in molti a Padova cominciano a guardare al Botellón Veneto come un “evento” irrinunciabile della stagione primaverile, un avvenimento previsto, organizzato e secondo alcuni perfino autorizzato. Continuano a chiedersi chi sono questi fantomatici “organizzatori”, mentre altri hanno già la nostalgia di quando non c’era Facebook e a girare l’invito erano le catene di e-mail.
Senza volerci dilungare troppo, vi scriviamo per dirvi che per noi l’esperienza del Botellón Veneto può dirsi conclusa poiché abbiamo superato ogni possibile iniziativa iniziale. Questo significa forse la fine dei botellón in Prato della Valle? No, se voi lo vorrete. Nessuno potrà mai impedirvi di invitare degli amici fuori una sera, nessuno potrà mai bloccare il passaparola. Che sia attraverso sms, e-mail, facebook o chissà quale nuova diavoleria le persone continueranno a parlarsi e a invitarsi. Vero, noi abbiamo dato il “via” lanciando la prima palla di neve, ma è stato solo grazie al vostro entusiasmo che è diventata la valanga pacifica e colorata che abbiamo visto mercoledì. La nostra speranza ora è che la neve abbia “attecchito” e che tutti i giovani di Prato della Valle comincino arivalutare le proprie piazze, a far nascere ritrovi spontanei a basso costo per il gusto di stare insieme. “Noi” non spariremo e metteremo a disposizione il nostro account su facebook (oltre 3.000 amicizie) per alimentare il passaparola dei botellones di cui di volta in volta ci giungerà notizia.
Per quanto riguarda il macrobotellón di fine maggio abbiamo un‘idea da proporvi. Non sappiamo se riuscirà, così come non sapevamo all’inizio se le prime e-mail inviate sarebbero state inoltrate ad altre persone. Il motivo per cui ci siamo decisi a tenere luogo e data fissi ultimamente (Prato della Valle, l’ultimo mercoledì di maggio) è stato prevalentemente dettato dalla speranza che, un bel giorno, questo possa diventare un’abitudine consolidata e permanente della città di Padova. Un appuntamento con scadenza annuale dove non serve nemmeno che sia qualcuno a “mandare l’invito”, ma che si basa sulla tacita consapevolezza che in quel luogo, in quel giorno avverrà la magia. Senza “eventi” facebook, senza infinite polemiche sui giornali, senza presunti organizzatori. Solo voi e la vostra meravigliosa piazza, una volta all’anno. Noi vi rinnoviamo l’appuntamento quindi al 29 maggio 2013 (maya permettendo), ma non troverete in futuro “eventi” creati appositamente (ma nulla vieta che siate voi stessi a crearne) e potreste non saperne nulla fino anche al giorno stesso. Noi speriamo che il macrobotellón vi sia rimasto un po’ nel cuore, e che ora possa tornare ad essere più che mai una festa libera. Di persone libere. Su suolo libero.

Questo bel post apparso sul sito ufficiale del Botellón dimostra, se ce ne fosse mai bisogno, quanto i giovani d’oggi abbiano bisogno di incontrarsi, quanto sappiano usare le nuove tecnologie per conoscersi, quanto le piazze della nostre città possano sostituire i classici ritrovi a pagamento, quali discoteche e pub, per aggregare persone. È chiaro che eventi di tale portata vadano gestiti e comportano anche lati negativi, ma è meglio una città viva o piazze sempre silenziose e deserte?

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