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Padova Soft City: analisi del contesto e proposta per un percorso verso la Smart City

Scarica la presentazione ufficiale del Convegno Padova Soft City qui Soft City_presentazione Politecnico-ISMB – 16.4.2012

Nasce la Soft City, la Smart city delle imprese padovane. In un’area che è l’epicentro del terziario innovativo e tecnologico del Nordest, con più di 3000 aziende. city cioè una cittá delle imprese, luogo di attrazione degli investimenti dove l’ecosotenibilità, il nuovo pensiero urbano, le nuove tecnologie digitali, consentono di ripensare la cittá delle imprese di oggi e di domani.

Oggi presso il Comune di Padova Confindustria Padova, l’Università degli Studi di Padova, Il Comune di Padova, e la Camera di Commercio presentano il progetto Soft City padovana.

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La smart city padovana deve avere un percorso olistico che coinvolga molte componenti:
Smart Economy ~ Smart Governance ~ Smart Living ~ Smart People ~ Smart Enviroment ~ Smart Mobility

Meno del 30% delle scuole e delle elementari e medie è collegato a Internet.
Non bisogna fare voli pindarici, ma bisogna progettare il futuro partendo dagli strumenti e dalla formazione. Dobbiamo pensare ad una società che sta cambiando. Avremo bisogno di un meccanismo di attenzione verso quel 40% di popolazione deboli cioè gli anziani e le persone non digitalizzate che rischiano di essere escluse dal mondo del lavoro.

Serve un approccio integrato. Bisogna che tutte le componenti dalla cultura, alla tecnologia, alle istituzioni ai cittadini vadano nella stessa direzione.

I modelli tradizionali di produzione e artigianato sono modificati dalle nuove tecnologie e dai nuovi modelli organizzativi e di mercato. Si affacciano nuove professionalità e nuove aree di imprenditorialità principalmente determinate dalle tecnologie digitali e dalla conoscenza.

Servono però concretezza dei progetti e non solo ricerca. Bisogna cercare di fare, con la cultura del fattibile. I progetti devono avere come obiettivo prodotti e servizi ben strutturati ed organizzati. Non bisogna fare l’errore di mettere in pista tanti piccoli progetti isolati.
È necessario porre attenzione sulla progettazione del processo e sulla gestione del servizio.

Il crowdsourcing deve essere uno strumento importante per creare una sensazione di appartenenza alla community. É fondamentale la partecipazione dei cittadini e delle imprese alla partecipazione dei cittadini.

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Gli obiettivi
1. Il miglioramento della vivibilità
Bike e Car sharing, aree verdi e di ristorazione, zone di intrattenimento anche serali, per rendere più gradevole vivere e lavorare in questa zona.

2. Realizzazione delle infrastrutture tecnologiche
Migliorare e rendere disponibili servizi che già conosciamo come copertura Wi-fi nelle aree pubbliche, cercando di fare accordi quadro con gestori di servizi tecnologici sfruttando le economie di scala. Con la tecnologia si possono mettere in piedi una serie di servizi digitali e di monitoraggio.

3. Identificazione dell’area Soft City
Tramite soluzioni architettoniche e di design far capire alle persone che stanno entrando in una zona intelligente.

4. Coinvolgimento delle Community
Creazione degli strumenti e servizi specifici per l’area fornendo loro canali di comunicazione con le imprese e la pubblica amministrazione, aggregando le persone che frequentano la zona in una community, magari un portale social utilizzando gli strumenti già disponibili.

5. Crowdsourcing e crowdunding
Nuove forme di finanziamento e di creazione delle idee.

6. Interventi di efficienza energetica
Piccoli interventi possono portare grandi risparmi anche alle istituzioni pubbliche.

7. Spazi di collaborazione
Già nell’area sono sorti spazi di collaborazione e di condivisione come il TAG Talent Garden, iniziative sicuramente da favorire.

Le iniziative possono essere molteplici, alcune richiedono grandi risorse altre impegni finanziari minori. Insieme vanno scelti i percorsi per rendere pratica la road map.

DIBATTITO
Intervengono Ivo Rossi, vicesindaco di Padova Gianni Potti Presidente di Confindustria Servizi Innovazione Veneto, Prof. Luciano Gamberini delegato del Rettore ai rapporti con il mondo delle imprese, Nicola Rossi Reteimprese per l’Italia

Ivo Rossi vicesindaco di Padova evidenzia che bisogna che la città creda in questo progetto ed investa in questo progetto.
L’area prescelta è già popolata da diverse imprese, vi è la presenza della Fiera di Padova, è vicino all’Universitá, vicino al termo valorizzatori. Dobbiamo convergere le energie per trovare le risorse per realizzare il progetto. La città potrà scegliere gli interventi secondo le necessità, iniziando da quelli che richiedono meno risorse e sono più efficaci nel breve periodo.

È necessario creare una visione condivisa della città e sentimenti positivi verso questi progetti. Per esempio la città di Friburgo, gemellata con Padova, ha già diverse idee che si possono mutuare. Spesso non serve inventare nulla ma sfruttare le sperimentale più positive fatte all’estero. È una città di dimensioni simili a Padova ed ha creato un progetto per produssi la propria energia.

Nicola Rossi di Reteimprese per l’Italia sottolinea come i servizi devono essere concreti ed utili per il cittadino e per le imprese. Servono risposte. Servono infrastrutture digitali e una maggior informatizzazione digitale. Serve accoglienza, internazionalizzazione, una Smart city che ti accoglie e che ti guida. Vogliamo realizzare un sistema ma dobbiamo accelerare i tempi. Non solo nel realizzare le infrastrutture materiali ma anche le infrastrutture immateriali.

Gianni Potti Presidente di Confindustria Servizi Innovazione Veneto ricorda che l’idea nasce da un gruppo di imprenditori di servizi innovativi e che si è concretizzato un anno e mezzo fa con l’aiuto di tante istituzioni. Un progetto di questo tipo non può che essere a guida del Comune di Padova. Quando si è partiti lo si è fatto da un concetto: rendere più attrattivo il territorio padovano che negli ultimi anni ha perso terreno. Ci si è posti l’idea di realizzare un’area attrattiva per non essere costretti noi di emigrare altrove. Come? Infrastrutture, Servizi, Community.

Serve analizzare i dati, collegare persone e cose. Nel fare questo il Sindaco del futuro non avrà bisogno per sentire i cittadini tutta una serie di uffici e di filtri, ma saranno i cittadini con il crown a far sentire la loro voce e le loro esigenze.
Serve ora focalizzarsi su progetti concreti.

Il Prof. Luciano Gamberini dell’Universitá di Padova ha avuto la fortuna di confrontarsi con diverse esperienze di Smart city. C si prepara ad un nuovo settennato di finanziamenti europei Horizon. Le notizie sono che i finanziamenti europei sono altissimi, ed arriveranno anche prontamente. Sappiamo che le modalità operative verificheranno ciò che le città hanno già fatto sopratutto all’estero. Molte delle città che hanno iniziato hanno dato modo di fare esperienza, alle quali si può portare la nostra competenza. Il prof. Gamberini ha collaborato spesso con progetti realizzati in Finlandia.

A conclisione dobbiamo quindi lavorare sulle conclusioni che spingono ad aprire nuove imprese e che le spingono a prosperare. le imprese devono crescere e devono aggregar si. Devono fare più ricerca ed innovazione. Devono collegarsi con le istituzioni. Per fare tutto questo dobbiamo intraprendere delle azioni intelligenti e collegarsi il più possibile con l’Università. dobbiamo incentivare le reti e gli accorpamenti.

Dobbiamo mettere in campo tutte quelle iniziative di politica economica locale che contribuiscano a creare la ricchezza per costruire e mantenere una città intelligente.

Visita il sito ufficiale del progetto Padova Soft City: www.padovasoftcity.it

 

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