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Archivio per la categoria ‘Enterprise 2.0’

10 errori da evitare dall’idea al lancio

Alla Ca’ Foscari Digital Week 2013 dopo il mio intervento sul marketing geolocalizzato mi sono fermato ad ascoltare due giovani ragazzi alle prese con il lancio della loro startup.

Carlo Pasqualetto e Jacopo Pertile, due ex studenti Ca’ Foscari condividono la loro esperienza sugli errori da evitare per il lancio di una start- up.

1. Non ubriacarsi con il proprio entusiasmo

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C’è bisogno di andare sul mercato il prima possibile per capire se l’idea è davvero buona. Solo il 10% delle idee si traduce in un’idea che può produrre business.

2. Condiviso quindi imparo.

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Dal momento che avete un’idea ci sarà un continuo miglioramento dell’idea grazie alla condivisione dell’idea. Condividetela il più possibile e scrollatevi dell’italica idea, che vi possano fregare l’idea.

3. Diffida dai falsi positivi

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Diffida da valutare sempre e solo le persone che ti gasano e ti fanno credere che l’idea sia perfett e priva di lati negativi.

4. Meglio dentro che fuori

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Se pensate di esternalizzare tutto, magari in qualche paese BRIC, abbandonate l’idea. Il core business deve essere vicino a voi e controllabile. Sempre meglio all’interno vicino a voi, proprio perché la vostra idea è in continua evoluzione.

5. Nessuno investe in un solo imprenditore.

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Bisogna credere nel valore del team. Se siete una sola persona la prima difficoltà vi spezza. Se siete un team la supererete. Go team!

6. Amore a distanza: non ci credo

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Ogni giorno il team ha mille idee. Implementarle a distanza non è semplice anche con le moderne tecnologie. Cercate di essere territorialmente vicini e di vedervi di persona. Vicini massimizzate le sinergie e siete più agili.

7. Tecnici: istruzioni per l’uso

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Non perdetevi in una torre d’Avorio nella gestione del rapporto con i tecnici. Non puntiamo a far le cose troppo perfette ritardando magari il lancio sul mercato. Uscite in Beta ma uscite!

8. Cash cash cash

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La diavoli a la usa chi non Sto arrivando! Fare il fuoco. Non sono i soldi e i finanziatori che fanno fare il successo ma il team giusto ed il prodotto. Se saranno buoni i soldi arriveranno da soli.

9. Cinque WHY

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Dovete avere la capacità di farvi domande ogni giorno e di condividere le risposte. Non farsi domande è rischioso

10. Un percorso lungo e tortuoso da fare di corsa

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Lanciare un’azienda è un lavoro complesso e lungo. Non basta l’idea. Per questo va fatto di corsa e con entusiasmo.

Per condividere le esperienze di chi ci sta provando iscriviti al gruppo
Facebook Italian startup 10 mistakes not to Made

Al via la Ca’ Foscari Digital Week 2013: ascolta l’intervista introduttiva

Al via la Ca’ Foscari Digital Week 2013: ascolta l’intervista introduttiva.

Sull’articolo la mia intervista a Radio Blu Veneto di oggi

Qui sotto la mia partecipazione al TG di 7Gold del pomeriggio relative alla Digital week Veneziana in programma da domani all’Università Ca’ Foscari di Venezia e sul mio intervento di domani all’Università relativa al marketing geolocalizzato e ai servizi di local search  (previsto dalla 15.30 alle 16.00 alle sede dell’Università Ca’ Foscari).

Qui nella foto con il conduttore e gli altri 2 ospiti, il regista dello spettacolo teatrale ‘Mimanda Gaber’ Ernesto Anfiero e il famoso mimo Charlie Agostini.

Michele Moro ospite del TG di TV7 Gold del 7.5.2013 - intervento su Ca' Foscari Digital week 2013

 

La giornata di domani è incentrata sulle nuove professioni create dal mondo digitale e sull’incontro fra aziende e gli studenti.

Soft city padovana: presentazione progetto Smart city Padova

Padova Soft City: analisi del contesto e proposta per un percorso verso la Smart City

Scarica la presentazione ufficiale del Convegno Padova Soft City qui Soft City_presentazione Politecnico-ISMB – 16.4.2012

Nasce la Soft City, la Smart city delle imprese padovane. In un’area che è l’epicentro del terziario innovativo e tecnologico del Nordest, con più di 3000 aziende. city cioè una cittá delle imprese, luogo di attrazione degli investimenti dove l’ecosotenibilità, il nuovo pensiero urbano, le nuove tecnologie digitali, consentono di ripensare la cittá delle imprese di oggi e di domani.

Oggi presso il Comune di Padova Confindustria Padova, l’Università degli Studi di Padova, Il Comune di Padova, e la Camera di Commercio presentano il progetto Soft City padovana.

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La smart city padovana deve avere un percorso olistico che coinvolga molte componenti:
Smart Economy ~ Smart Governance ~ Smart Living ~ Smart People ~ Smart Enviroment ~ Smart Mobility

Meno del 30% delle scuole e delle elementari e medie è collegato a Internet.
Non bisogna fare voli pindarici, ma bisogna progettare il futuro partendo dagli strumenti e dalla formazione. Dobbiamo pensare ad una società che sta cambiando. Avremo bisogno di un meccanismo di attenzione verso quel 40% di popolazione deboli cioè gli anziani e le persone non digitalizzate che rischiano di essere escluse dal mondo del lavoro.

Serve un approccio integrato. Bisogna che tutte le componenti dalla cultura, alla tecnologia, alle istituzioni ai cittadini vadano nella stessa direzione.

I modelli tradizionali di produzione e artigianato sono modificati dalle nuove tecnologie e dai nuovi modelli organizzativi e di mercato. Si affacciano nuove professionalità e nuove aree di imprenditorialità principalmente determinate dalle tecnologie digitali e dalla conoscenza.

Servono però concretezza dei progetti e non solo ricerca. Bisogna cercare di fare, con la cultura del fattibile. I progetti devono avere come obiettivo prodotti e servizi ben strutturati ed organizzati. Non bisogna fare l’errore di mettere in pista tanti piccoli progetti isolati.
È necessario porre attenzione sulla progettazione del processo e sulla gestione del servizio.

Il crowdsourcing deve essere uno strumento importante per creare una sensazione di appartenenza alla community. É fondamentale la partecipazione dei cittadini e delle imprese alla partecipazione dei cittadini.

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Gli obiettivi
1. Il miglioramento della vivibilità
Bike e Car sharing, aree verdi e di ristorazione, zone di intrattenimento anche serali, per rendere più gradevole vivere e lavorare in questa zona.

2. Realizzazione delle infrastrutture tecnologiche
Migliorare e rendere disponibili servizi che già conosciamo come copertura Wi-fi nelle aree pubbliche, cercando di fare accordi quadro con gestori di servizi tecnologici sfruttando le economie di scala. Con la tecnologia si possono mettere in piedi una serie di servizi digitali e di monitoraggio.

3. Identificazione dell’area Soft City
Tramite soluzioni architettoniche e di design far capire alle persone che stanno entrando in una zona intelligente.

4. Coinvolgimento delle Community
Creazione degli strumenti e servizi specifici per l’area fornendo loro canali di comunicazione con le imprese e la pubblica amministrazione, aggregando le persone che frequentano la zona in una community, magari un portale social utilizzando gli strumenti già disponibili.

5. Crowdsourcing e crowdunding
Nuove forme di finanziamento e di creazione delle idee.

6. Interventi di efficienza energetica
Piccoli interventi possono portare grandi risparmi anche alle istituzioni pubbliche.

7. Spazi di collaborazione
Già nell’area sono sorti spazi di collaborazione e di condivisione come il TAG Talent Garden, iniziative sicuramente da favorire.

Le iniziative possono essere molteplici, alcune richiedono grandi risorse altre impegni finanziari minori. Insieme vanno scelti i percorsi per rendere pratica la road map.

DIBATTITO
Intervengono Ivo Rossi, vicesindaco di Padova Gianni Potti Presidente di Confindustria Servizi Innovazione Veneto, Prof. Luciano Gamberini delegato del Rettore ai rapporti con il mondo delle imprese, Nicola Rossi Reteimprese per l’Italia

Ivo Rossi vicesindaco di Padova evidenzia che bisogna che la città creda in questo progetto ed investa in questo progetto.
L’area prescelta è già popolata da diverse imprese, vi è la presenza della Fiera di Padova, è vicino all’Universitá, vicino al termo valorizzatori. Dobbiamo convergere le energie per trovare le risorse per realizzare il progetto. La città potrà scegliere gli interventi secondo le necessità, iniziando da quelli che richiedono meno risorse e sono più efficaci nel breve periodo.

È necessario creare una visione condivisa della città e sentimenti positivi verso questi progetti. Per esempio la città di Friburgo, gemellata con Padova, ha già diverse idee che si possono mutuare. Spesso non serve inventare nulla ma sfruttare le sperimentale più positive fatte all’estero. È una città di dimensioni simili a Padova ed ha creato un progetto per produssi la propria energia.

Nicola Rossi di Reteimprese per l’Italia sottolinea come i servizi devono essere concreti ed utili per il cittadino e per le imprese. Servono risposte. Servono infrastrutture digitali e una maggior informatizzazione digitale. Serve accoglienza, internazionalizzazione, una Smart city che ti accoglie e che ti guida. Vogliamo realizzare un sistema ma dobbiamo accelerare i tempi. Non solo nel realizzare le infrastrutture materiali ma anche le infrastrutture immateriali.

Gianni Potti Presidente di Confindustria Servizi Innovazione Veneto ricorda che l’idea nasce da un gruppo di imprenditori di servizi innovativi e che si è concretizzato un anno e mezzo fa con l’aiuto di tante istituzioni. Un progetto di questo tipo non può che essere a guida del Comune di Padova. Quando si è partiti lo si è fatto da un concetto: rendere più attrattivo il territorio padovano che negli ultimi anni ha perso terreno. Ci si è posti l’idea di realizzare un’area attrattiva per non essere costretti noi di emigrare altrove. Come? Infrastrutture, Servizi, Community.

Serve analizzare i dati, collegare persone e cose. Nel fare questo il Sindaco del futuro non avrà bisogno per sentire i cittadini tutta una serie di uffici e di filtri, ma saranno i cittadini con il crown a far sentire la loro voce e le loro esigenze.
Serve ora focalizzarsi su progetti concreti.

Il Prof. Luciano Gamberini dell’Universitá di Padova ha avuto la fortuna di confrontarsi con diverse esperienze di Smart city. C si prepara ad un nuovo settennato di finanziamenti europei Horizon. Le notizie sono che i finanziamenti europei sono altissimi, ed arriveranno anche prontamente. Sappiamo che le modalità operative verificheranno ciò che le città hanno già fatto sopratutto all’estero. Molte delle città che hanno iniziato hanno dato modo di fare esperienza, alle quali si può portare la nostra competenza. Il prof. Gamberini ha collaborato spesso con progetti realizzati in Finlandia.

A conclisione dobbiamo quindi lavorare sulle conclusioni che spingono ad aprire nuove imprese e che le spingono a prosperare. le imprese devono crescere e devono aggregar si. Devono fare più ricerca ed innovazione. Devono collegarsi con le istituzioni. Per fare tutto questo dobbiamo intraprendere delle azioni intelligenti e collegarsi il più possibile con l’Università. dobbiamo incentivare le reti e gli accorpamenti.

Dobbiamo mettere in campo tutte quelle iniziative di politica economica locale che contribuiscano a creare la ricchezza per costruire e mantenere una città intelligente.

Visita il sito ufficiale del progetto Padova Soft City: www.padovasoftcity.it

 

Facebook: le metriche essenziali per capire il tuo successo

Le aziende operano ormai in un mondo connesso. La connessione nel mondo digitale di facebook avviene attraverso le Pagine fan. Facebbok, attraverso la funzione Insights permette a chi amministra la pagina di un brand, di un’azienda o di un personaggio pubblico di conoscere le prestazioni della propria Pagina,  scoprire quali sono i contenuti più apprezzati dal proprio pubblico,  ottimizzare la pubblicazione dei contenuti per il pubblico in modo che le persone parlino del tuo brand con i loro amici.

Come valutare la dimensione della conversazione messe in moto dal tuo brand o da  una campagna pubblicitaria?

Facciamo una premessa. Fino a ieri le metriche non erano in tempo reale. A partire da oggi invece facebook ha fatto in modo che i “Mi piace” sulla vostra Pagina, le persone che parlano di questo argomento e tutte le metriche relative ai vostri post verranno aggiornati ogni 5-10 minuti. Un bel vantaggio. I dati possono essere visionabili direttamente o scaricabili come file CSV per Excel. il numero di visualizzazioni ottenute dalla tua Pagina o dai tuoi post non è disponibile nella dashboard della funzione Insights della Pagina, ma nel file che viene creato con “Esporta”.

I 4 parametri di sintesi più importanti sono:

  • Mi piace
  • Amici dei fan
  • Persone che parlano di questo argomento (reach)
  • Portata totale della settimana

Vediamo queste  importanti metriche in sintesi:

Il totale dei “mi piace”

Chi clicca sulla vostra pagina “mi piace” diventa un fan. E’ il parametro di partenza per capire se piaci al tuo pubblico.

Gli amici dei fan

Gli amici dei tuoi fan (friends of fans) costituiscono il totale delle persone che potete raggiungere se tutti i tuoi fan parlassero della tua impresa ai loro amici. Sono un gruppo molto più grande rispetto ai soli fan e sopratutto hanno una probabilità molto più elevata di visitare il tuo sito web e di comprare il vostro prodotto rispetto alla generalità del mercato obiettivo (target audience).

Volume – Persone che parlano di questo argomento

Il Volume è il primo parametro da tenere in considerazione. La gente è solita parlare delle cose che ama o di quelle che odia. A prima vista contare i semplici accessi ad una notizia sembra una metrica semplice, ma dal punto di vista di marketing c’è qualcosa di più importante. Facebook insights ha una utile metrica  chiamata con intelligenza “persone che parlano di questo“. L’indicatore misura quanti utenti unici hanno inviato postato qualcosa sulla loro bacheca che parla del vostro brand.
E’ importante capire come questa metrica cambi nel tempo, analizzare i giorni o orari in cui più persone sembrano parlare di più del vostro marchio. E’ consigliabile infatti concentrarsi di più in questi orari per ottenere più risultati.

Questa metrica in sintesi misura la diffusione di una conversazione sui social media. Indica quante persone stanno parlando della tua impresa comprendendo tutti coloro che:

  • hanno cliccato “mi piace” sulla tua pagina
  • hanno commentato o condiviso un tuo post
  • hanno risposto ad una domanda che avete fatto
  • hanno risposto se partecipano o meno ad un vostro evento
  • hanno menzionato la vostra pagina
  • hanno taggato la vostra pagina in una foto
  • si sono registrati o hanno raccomandato il luogo della vostra impresa

Se riuscirete a far sì che un maggior numero di persone parlino della vostra impresa raggiungerete un pubblico più ampio. Per far questo è fondamentale postare con regolarità contenuti interessanti ed il più possibile esclusivi, questo perché i post sono il modo più semplice per incoraggiare le persone a parlare di voi.

Ma quanto virali sono i miei post?

Spesso si rimane delusi del tasso di viralità dei propri post. Tranquilli.  Il 61% della pagine hanno un tasso di viralità del 2,5% o più basso, ed il tasso medio di viralità è del 1,9%! Questi dati ottenuti da un’analisi di 375.000 post, è in realtà una mediana, dato più accurato per questo tipo di analisi. La media in realtà sarebbe di 2,97%.

La maggior parte dei messaggi che si diffondo in modo più capillare e virale su facebook non è legata a finalità commerciali. I contenuti più diffusi sui social network hanno poco a che fare con le imprese.

Va tenuto presente che sia i parametro numero totale di“Mi piace” che il parametro “Persone che parlano di questo argomento”, sono sempre visibili a tutte le persone che visitano qualsiasi vostra Pagina. Di conseguenza le persone che visitano le vostre pagine si fanno subito un’impressione sul livello di diffusione e coinvolgimento della vostra attività.

Post – le dimensioni delle bolle viola rappresentano il numero di post pubblicati quotidianamente nella vostra pagina.

Persone che parlano di questo argomento – rappresenta il numero di singole persone che hanno creato una notizia nei 7 giorni precedenti partendo da una vostra notizia

Portata totale settimanale – il numero totale delle persone che hanno visto un qualsiasi contenuto nei 7 giorni precedenti
Il parametro “persone che parlano di questo argomento” può aiutare a capire il contesto per il contenuto. Una delle principali domande che ci si pone in merito ai propri post è quanto grande sia la diffusione dei contenuti e quanto grande sia il pubblico? Questo parametro è proprio una misura della dimensione del pubblico potenziale.

Portata totale (della settimana)

Rappresenta il numero di utenti individuali che hanno visualizzato contenuti associati alla vostra pagina negli ultimi 7 giorni. Questo numero include sia le inserzioni a pagamento che le notizie sponsorizzate.

Coinvolgimento (Utenti coinvolti)

Il coinvolgimento è uno dei parametri più importanti da misurare nei social media.

Tra gli obiettivi di un amministratore vi è infatti pubblicare contenuti che non solo raggiungano un pubblico esteso, ma lo coinvolgano e lo inducano a condividerli con i propri amici.

Partendo dal dato sul pubblico potenziale per la propria campagna, chiediamoci, ma quante persone hanno realmente partecipato?  Che cosa stanno facendo i fan per diffondere i contenuti e confrontarsi sul tema proposto?

Nella maggior parte delle impostazioni dei social media, i contenuti proposti possono essere sia condivisi sia si può rispondere. Le condivisioni e i  post sono utili per sapere chi si sta diffondendo il contenuto, mentre i commenti, risposte e “like” sono utili per vedere chi sta rispondendo ai tuoi contenuti.

Pensate attentamente i vostri obiettivi con i social media. Preferite ottenere un maggior numero di interazione (risposte, commenti), o preferite ottenere la diffusione massima  del vostro messaggio (retweet e messaggi)?Focalizzatevi sulla crescita dei parametri che maggiormente  riflettono ciò che è importante per il vostro marchio.

Riflettete su quali sono i post che generano più coinvolgimento con commenti o condivisioni.Non sempre le persone interagiscono di più sugli argomenti che pensavate.

Influenza

Chi parla del vostro brand che tipo di impatto ha sul mercato? E’ un ifluenzatore o un opinion leader o conta poco nulla quello che dice?

L’influenza è probabilmente uno dei parametri più controversi delle metriche social perché vi sono una miriade di strumenti diversi per misurarlo.

Ma su una cosa tutti si è d’accordo: non basta che qualcuno abbia un sacco di amici e fan, per essere in grado effettivamente di influenzarli a fare qualcosa.

Vi sono strumenti come Klout e PeerIndex che assegnano un punteggio per  misurare la capacità (potenziale) di un soggetto di influenzare gli altri (e il suo capitale sociale)

Kinetic influence vi aiuterà a capire chi partecipa e guida la conversazione sul vostro brand. Potete trovare i sostenitori del brand, concentrandosi sulle persone i cui messaggi vengono amplificati da altri, e non solo chi ha il maggior numero di seguaci.

Share of voice   

Per capire veramente quanto si stia facendo bene sui social media, si dovrebbe considerare una  metrica sulla condivisione. Quanto conversano le persone sul tuo brand e quanto su quello dei concorrenti?

Quali sono i case history di successo dei vostri concorrenti, cosa si può imparare da loro? Molte di queste conversazioni sui social media sono pubbliche ed è quindi possibile misurare l’impatto dei vostri concorrenti con la stessa facilità con cui è possibile misurare il proprio.

Scegli i tuoi parametri e le tue metriche ed iniziare a monitorarle ora. Tenete traccia dei vostri numeri nel corso del tempo e prestate attenzione a come cambiano. Se vedi qualcosa che sembra superiore o inferiore a quello che ci si aspetta, indagate!

 

E tu conoscevi questi strumenti? Hai mai usato delle metriche sui social network per capire il tuo successo?

Incredibile lettera di Mark Zuckerberg ai potenziali investitori di facebook

Che faccio mi compro la Grecia? Forse no, perchè mi avanzano soldi!

Questo uno degli incredibili passaggi della lettera che oggi Mark Zuckerberg  ha scritto una lettera ai potenziali investitori in merito alla quotazione IPO di facebook. Una lettera forte, provocatoria, in certi passaggi forse anche piena di se, di sicuro simpatica e fuori dalle righe.

Di sicuro è un genio che ha creato un business di successo. Quindi vale la pena di leggere e magari rifletterci.

Buona lettura. Friend me. Michele

Caro potenziale investitore,
per anni  hai perso del il tuo tempo con Facebook. Ora hai l’occasione di perdere anche il tuo denaro con facebook.

Domani sarà il giorno della quotazione di Facebook, e so quello che alcuni di voi stanno pensando. Perchè Facebook dovrebbe essere diverso dalle azioni delle aziende .com dei primi anni 2000?

Per prima cosa, quelle cattive azioni .com erano tutte basate su speculazioni ed esagerazioni, e non erano basate su imprese vere e proprie. Facebook, invece, si basa su una solida base di “uccelli arrabbiati e pecore ricche di immaginazione”.

In secondo luogo, Facebook è il social network di maggior successo al mondo, che permette a milioni di persone di condividere informazioni di nessun interesse con persone che conoscono a malapena.

In terzo luogo, ogni volta che qualcuno fa clic su un annuncio di Facebook, Facebook ci guadagna. E mentre nessuno l’ha mai fatto di proposito, milioni di persone hanno fatto questo  per errore in stato di ebbrezza. Abbiamo totalmente rubato questa idea da iTunes.

Infine, se si investe in Facebook, sarai ben lungi dall’essere solo. Il risultato dell’utilizzo di Facebook negli anni scorsi, è stato che oltre 900 milioni di persone nel mondo hanno sofferto danni cerebrali  da lievi a moderati , compromettendo la loro capacità di esprimere giudizi ragionevoli e razionali. Questi saranno i gli altri investitori di Facebook che ti accompagneranno.

Con il vostro aiuto, se tutto va come previsto domani, dopo la quotazione, Facebook varrà di 100 miliardi dollari netti. Per inserire questo numero in un contesto, ci sarebbe voluto quattro o cinque operazioni JP Morgan per perdere così tanti soldi.

Un’ultima cosa: che farà Mark Zuckerberg con i 18 miliardi dollari attesi come ricavi dalla quotazione di Facebook? Beh, io sto pensando di acquistare la Grecia, ma ancora mi avanzerebbero 18 miliardi di dollari. LOL.

Friend me,
Mark

—–

Original english version

On the eve of Facebook’s IPO, Founder and CEO Mark Zuckerberg published the following letter to potential investors:

Dear Potential Investor:
For years, you’ve wasted your time on Facebook. Now here’s your chance to waste your money on it, too.

Tomorrow is Facebook’s IPO, and I know what some of you are thinking. How will Facebook be any different from the dot-com bubble of the early 2000’s?
For one thing, those bad dot-com stocks were all speculation and hype, and weren’t based on real businesses. Facebook, on the other hand, is based on a solid foundation of angry birds and imaginary sheep.

Second, Facebook is the most successful social network in the world, enabling millions to share information of no interest with people they barely know.

Third, every time someone clicks on a Facebook ad, Facebook makes money. And while no one has ever done this on purpose, millions have done it by mistake while drunk. We totally stole this idea from iTunes.

Finally, if you invest in Facebook, you’ll be far from alone. As a result of using Facebook for the past few years, over 900 million people in the world have suffered mild to moderate brain damage, impairing their ability to make reasoned judgments. These will be your fellow Facebook investors.

With your help, if all goes as planned tomorrow, Facebook’s IPO will net $100 billion. To put that number in context, it would take JP Morgan four or five trades to lose that much money.

One last thing: what will, I, Mark Zuckerberg, do with the $18 billion I’m expected to earn from Facebook’s IPO? Well, I’m considering buying Greece, but that would still leave me with $18 billion. LOL.
Friend me,
Mark

Source: MENLO PARK, CA (The Borowitz Report)

 

Mappa Mentale su Social CRM

Ho inserito in una semplice mappa mentale alcune riflessioni sui Social CRM condivise nel Social Business Forum 2011 di Milano.

Che ne pensate?

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