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Diffamazione su Facebook: è reato anche senza nome esatto del diffamato

La Cassazione ha definito che su internet la legge si applica nello stesso modo che nella vita reale: chi, anche senza fare nomi, insulti un’altra persone la cui identità è individuabile, pur non nominando mai il nome, commette reato.

Il reato si consuma se la frase lesiva della reputazione è colta anche solo da una piccola cerchia di persone ed è fatta fornendo particolari da rendere identificabile il destinatario degli insulti.

Secondo il tribunale militare di Roma (il caso riguarda due militari della Guardia di Finanza), costituisce diffamazione, e seppur la Corte di Appello aveva ribaltato la sentenza, la Corte di Cassazione ha chiarito che se pur il nome della persona diffamata non sia citato mai direttamente, il reato esiste se il bersaglio della calunnia risulta evidente dal contesto.

Tale reato tra l’altro la Corte chiarisce, non richiede un dolo specifico, essendo sufficiente la sussistenza dell’elemento soggettivo, cioè della consapevolezza di pronunciare o scrivere una frase lesiva della reputazione altrui e la volontà che la frase venga a conoscenza di più persone anche solo due”.

Quindi attenzione agli sfoghi sui profili pubblici di facebook o degli altri social network, poichè considerato le informazioni presenti sul profilo della persona che diffama e sulle relazioni sul diffamato, vi sono gli indizi necessari a individuare il destinatario degli insulti e quindi a essere condannati.

Leggi l’articolo completo tratto da  punto-informatico.it: Cassazione, diffamazione su Facebook come altrove. http://google.com/newsstand/s/CBIwxqLXrho

Facebook: le metriche essenziali per capire il tuo successo

Le aziende operano ormai in un mondo connesso. La connessione nel mondo digitale di facebook avviene attraverso le Pagine fan. Facebbok, attraverso la funzione Insights permette a chi amministra la pagina di un brand, di un’azienda o di un personaggio pubblico di conoscere le prestazioni della propria Pagina,  scoprire quali sono i contenuti più apprezzati dal proprio pubblico,  ottimizzare la pubblicazione dei contenuti per il pubblico in modo che le persone parlino del tuo brand con i loro amici.

Come valutare la dimensione della conversazione messe in moto dal tuo brand o da  una campagna pubblicitaria?

Facciamo una premessa. Fino a ieri le metriche non erano in tempo reale. A partire da oggi invece facebook ha fatto in modo che i “Mi piace” sulla vostra Pagina, le persone che parlano di questo argomento e tutte le metriche relative ai vostri post verranno aggiornati ogni 5-10 minuti. Un bel vantaggio. I dati possono essere visionabili direttamente o scaricabili come file CSV per Excel. il numero di visualizzazioni ottenute dalla tua Pagina o dai tuoi post non è disponibile nella dashboard della funzione Insights della Pagina, ma nel file che viene creato con “Esporta”.

I 4 parametri di sintesi più importanti sono:

  • Mi piace
  • Amici dei fan
  • Persone che parlano di questo argomento (reach)
  • Portata totale della settimana

Vediamo queste  importanti metriche in sintesi:

Il totale dei “mi piace”

Chi clicca sulla vostra pagina “mi piace” diventa un fan. E’ il parametro di partenza per capire se piaci al tuo pubblico.

Gli amici dei fan

Gli amici dei tuoi fan (friends of fans) costituiscono il totale delle persone che potete raggiungere se tutti i tuoi fan parlassero della tua impresa ai loro amici. Sono un gruppo molto più grande rispetto ai soli fan e sopratutto hanno una probabilità molto più elevata di visitare il tuo sito web e di comprare il vostro prodotto rispetto alla generalità del mercato obiettivo (target audience).

Volume – Persone che parlano di questo argomento

Il Volume è il primo parametro da tenere in considerazione. La gente è solita parlare delle cose che ama o di quelle che odia. A prima vista contare i semplici accessi ad una notizia sembra una metrica semplice, ma dal punto di vista di marketing c’è qualcosa di più importante. Facebook insights ha una utile metrica  chiamata con intelligenza “persone che parlano di questo“. L’indicatore misura quanti utenti unici hanno inviato postato qualcosa sulla loro bacheca che parla del vostro brand.
E’ importante capire come questa metrica cambi nel tempo, analizzare i giorni o orari in cui più persone sembrano parlare di più del vostro marchio. E’ consigliabile infatti concentrarsi di più in questi orari per ottenere più risultati.

Questa metrica in sintesi misura la diffusione di una conversazione sui social media. Indica quante persone stanno parlando della tua impresa comprendendo tutti coloro che:

  • hanno cliccato “mi piace” sulla tua pagina
  • hanno commentato o condiviso un tuo post
  • hanno risposto ad una domanda che avete fatto
  • hanno risposto se partecipano o meno ad un vostro evento
  • hanno menzionato la vostra pagina
  • hanno taggato la vostra pagina in una foto
  • si sono registrati o hanno raccomandato il luogo della vostra impresa

Se riuscirete a far sì che un maggior numero di persone parlino della vostra impresa raggiungerete un pubblico più ampio. Per far questo è fondamentale postare con regolarità contenuti interessanti ed il più possibile esclusivi, questo perché i post sono il modo più semplice per incoraggiare le persone a parlare di voi.

Ma quanto virali sono i miei post?

Spesso si rimane delusi del tasso di viralità dei propri post. Tranquilli.  Il 61% della pagine hanno un tasso di viralità del 2,5% o più basso, ed il tasso medio di viralità è del 1,9%! Questi dati ottenuti da un’analisi di 375.000 post, è in realtà una mediana, dato più accurato per questo tipo di analisi. La media in realtà sarebbe di 2,97%.

La maggior parte dei messaggi che si diffondo in modo più capillare e virale su facebook non è legata a finalità commerciali. I contenuti più diffusi sui social network hanno poco a che fare con le imprese.

Va tenuto presente che sia i parametro numero totale di“Mi piace” che il parametro “Persone che parlano di questo argomento”, sono sempre visibili a tutte le persone che visitano qualsiasi vostra Pagina. Di conseguenza le persone che visitano le vostre pagine si fanno subito un’impressione sul livello di diffusione e coinvolgimento della vostra attività.

Post – le dimensioni delle bolle viola rappresentano il numero di post pubblicati quotidianamente nella vostra pagina.

Persone che parlano di questo argomento – rappresenta il numero di singole persone che hanno creato una notizia nei 7 giorni precedenti partendo da una vostra notizia

Portata totale settimanale – il numero totale delle persone che hanno visto un qualsiasi contenuto nei 7 giorni precedenti
Il parametro “persone che parlano di questo argomento” può aiutare a capire il contesto per il contenuto. Una delle principali domande che ci si pone in merito ai propri post è quanto grande sia la diffusione dei contenuti e quanto grande sia il pubblico? Questo parametro è proprio una misura della dimensione del pubblico potenziale.

Portata totale (della settimana)

Rappresenta il numero di utenti individuali che hanno visualizzato contenuti associati alla vostra pagina negli ultimi 7 giorni. Questo numero include sia le inserzioni a pagamento che le notizie sponsorizzate.

Coinvolgimento (Utenti coinvolti)

Il coinvolgimento è uno dei parametri più importanti da misurare nei social media.

Tra gli obiettivi di un amministratore vi è infatti pubblicare contenuti che non solo raggiungano un pubblico esteso, ma lo coinvolgano e lo inducano a condividerli con i propri amici.

Partendo dal dato sul pubblico potenziale per la propria campagna, chiediamoci, ma quante persone hanno realmente partecipato?  Che cosa stanno facendo i fan per diffondere i contenuti e confrontarsi sul tema proposto?

Nella maggior parte delle impostazioni dei social media, i contenuti proposti possono essere sia condivisi sia si può rispondere. Le condivisioni e i  post sono utili per sapere chi si sta diffondendo il contenuto, mentre i commenti, risposte e “like” sono utili per vedere chi sta rispondendo ai tuoi contenuti.

Pensate attentamente i vostri obiettivi con i social media. Preferite ottenere un maggior numero di interazione (risposte, commenti), o preferite ottenere la diffusione massima  del vostro messaggio (retweet e messaggi)?Focalizzatevi sulla crescita dei parametri che maggiormente  riflettono ciò che è importante per il vostro marchio.

Riflettete su quali sono i post che generano più coinvolgimento con commenti o condivisioni.Non sempre le persone interagiscono di più sugli argomenti che pensavate.

Influenza

Chi parla del vostro brand che tipo di impatto ha sul mercato? E’ un ifluenzatore o un opinion leader o conta poco nulla quello che dice?

L’influenza è probabilmente uno dei parametri più controversi delle metriche social perché vi sono una miriade di strumenti diversi per misurarlo.

Ma su una cosa tutti si è d’accordo: non basta che qualcuno abbia un sacco di amici e fan, per essere in grado effettivamente di influenzarli a fare qualcosa.

Vi sono strumenti come Klout e PeerIndex che assegnano un punteggio per  misurare la capacità (potenziale) di un soggetto di influenzare gli altri (e il suo capitale sociale)

Kinetic influence vi aiuterà a capire chi partecipa e guida la conversazione sul vostro brand. Potete trovare i sostenitori del brand, concentrandosi sulle persone i cui messaggi vengono amplificati da altri, e non solo chi ha il maggior numero di seguaci.

Share of voice   

Per capire veramente quanto si stia facendo bene sui social media, si dovrebbe considerare una  metrica sulla condivisione. Quanto conversano le persone sul tuo brand e quanto su quello dei concorrenti?

Quali sono i case history di successo dei vostri concorrenti, cosa si può imparare da loro? Molte di queste conversazioni sui social media sono pubbliche ed è quindi possibile misurare l’impatto dei vostri concorrenti con la stessa facilità con cui è possibile misurare il proprio.

Scegli i tuoi parametri e le tue metriche ed iniziare a monitorarle ora. Tenete traccia dei vostri numeri nel corso del tempo e prestate attenzione a come cambiano. Se vedi qualcosa che sembra superiore o inferiore a quello che ci si aspetta, indagate!

 

E tu conoscevi questi strumenti? Hai mai usato delle metriche sui social network per capire il tuo successo?

Come avere successo su Facebook

Facebook ha realizzato un’utile guida dal titolo “Come avere successo su Facebook – Guida per le aziende”.

E’ senza dubbio un ottimo punto di partenza per strutturare una propria strategia sul principale social network mondiale. La Guida da consigli pratici su come iniziare e come trarre vantaggio dall’uso di facebook.

I passi fondamentali sono:

  1. Creare la propria pagina su facebook.com/page
  2. connettere le persone alla tua pagina
  3. raggiungere le persone ed i loro amici, coinvolgendoli, lanciando promozione e sconti, creando un’inserzione
  4. ottimizzare il processo analizzando le statistiche

In particolare vengono messi in evidenza i link  a diverse risorse spesso non troppo conosciute come:

Se vuoi scaricare la quida clicca qui.

6 best tools for social media marketing

Coinvolgere i propri clienti e rafforzare le relazioni è fondamentale per qualsiasi impresa, in particolare per le piccole e medie imprese sotto pressione per una competizione agguerrita.  Uno dei mezzi migliori per raggiungere questo obiettivo è utilizzare piattaforme di social media.

Ma come orientarsi di fronte ad un mare di piattaforme e proposte? Quali sono le migliori e le più utili per la propria attività? Ecco le 6 che ritengo più utili.

Facebook, con un’audience di oltre 800 milioni gli utenti attivi, divisi tra un 58% di donne e 42% di uomini, facebook vi da la possibilità di comunicare tramite una pagina aziendale in cui è possibile pubblicare gli aggiornamenti, foto, video, e di connettersi con i propri “fan” ingaggiando l’attenzione dei vostri potenziali clienti.

Il 54% degli utenti sono di età compresa tra 35-54, con un reddito medio alto (il 67% dichiara un reddito tra 19.000 e 57.000 euro).

Ideale per:

  • Informare il proprio pubblico in modo rapido caricando  foto,  aggiornamenti
  • Costruire la vostra brand identity
  • vendere direttamente dal sito attraverso applicazioni quali Facebook Marketplace
  • Monitorare la vostra attività attraverso Facebook Insights per valutare quale tipo di contenuto ottiene più preferenze
  • ampliare la propria rete sociale

Google+ è simile nel funzionamento a Facebook ,  è ancora relativamente nuovo. Gli early adopter sono sopratutto uomini (63%) e più giovane rispetto ad altre reti sociali.

Ideale per: 

  • Le aziende con un mercato di consumatori prevalentemente giovani
  • La creazione di interazioni sociali più mirati tramite “Gruppi”

Pinterest è in sostanza una bacheca virtuale che consente agli utenti di “appendere in bacheca” foto e link per  per poi organizzarli in schede. Gli altri utenti possono votare il materiale attraverso un “mi piace”, commentarlo, e condividerlo sulla propria bacheca.

La sua popolarità è in costante e rapida espansione, con un’audience prevalentemente femminile (83%), con una buona capacità reddituale (un po’ superiore rispetto agli utenti facebook).

Ideale per:

  • Promuovere prodotti, in particolare quelli creativi
  • Le imprese con prodotti visivi o di design, visto che è basato sopratutto sulla condivisione di foto.

Tumblr. è un blog semplificato che consente di pubblicare il materiale anche dal proprio telefono o via email. E’ una delle più recenti piattaforma social, molto popolare tra i giovani e le donne.

Ideale per:

  • imprese che hanno bisogno di personalizzazione visto che l’interfaccia è molto personalizzabile
  • chi deve fare campagne temporizzate visto che i messaggi possono essere pubblicati anche a scadenze temporali prestabilite
  • aziende con prodotti con packaging interessante o basati su un impatto visivo importante.

Twitter permette di inviare messaggi di 140 caratteri per interagire con la propria rete sociale. Ha una netta prevalenza di pubblico femminile. Il  71% degli utenti sono età compresa fra 25 – 54.

Ideale per:

  • Le aziende che poco tempo, ma che vogliono comunque dialogare con il proprio pubblico.
  • Scoprire chi parla della vostra aziend
  • coinvolgere il pubblico, promuovere nuovi prodotti, fornire servizi ai clienti,  porre domande, ottenere feedback

Youtube è il sito leader per il video-sharing e permette agli utenti di caricare i propri video. Il pubblico, equamente suddiviso tra uomini e donne, è principalmente di età  compresa tra i 45 e 54 anni (30%), seguita da 35-44 (22%), e 25-34 (18%).

Ideale per:

  • Le aziende favorevoli all’utilizzo delle immagini nella comunicazione integrata
  • aziende che devono promuovere video tutorial, esercitazioni, dimostrazioni
Senza dimenticare l’emergente Digg.

Utilizzo dei Social media: parla meno, ascolta di più

Le persone usano sempre di più i Social Network e le comunità, piuttosto che i siti aziendali, per prendere decisioni importanti, come per esempio comprare un prodotto od iscrivere i figli ad una data scuola piuttosto che un’altra. Il tema per chi deve usare i social media in azienda o di un ente pubblico – ma anche nella vita privata – è usare i Social media non solo per comunicare ma anche per ascoltare. Questo approccio porta ad una diversa più ampia prospettiva.

In azienda chi si occupa di tecnologia parla rispetto ai social media di piattaforme; chi si occupa di vendite vede un’opportunità di essere più vicino al Cliente e di maggiori vendite; i responsabili dell’ufficio legale vedono sopratutto le implicazioni e  i rischi che i contenuti rimangano online per anni; chi si occupa di finanza ne vede i costi; chi si occupa di marketing ne vede un’area prettamente propria con tutte le implicazioni di fidelizzazioni del Cliente.

I social network per esempio possono permettere di fare diverse cose come:

  • Sfruttare le relazioni che ho costruito nel tempo e sempre di più coltiverò nel tempo;
  • Risolvere problemi immediati (come un terremoto) e come coordinare risorse;
  • Identificare dei comportamenti emergenti che ci possono suggerire nuovi servizi e nuovi prodotti;

Non è quindi solo un argomento di comunicazione ma è un argomento che tocca chiunque, sia in azienda che nella vita.  Facciamo un esempio pratico: in Florida chi si occupa di ragazzi in affido, a causa della crisi finanziaria, i ragazzi affidati sono saliti da 15 a 60 a settimana. Cosa hanno cominciato a fare? Hanno cominciato a seguire i ragazzi in affido su Facebook, semplicemente monitorando il cambiamento di comportamento sul social network. Così facendo hanno prevenuto suicidi ed hanno preso decisioni fondamentali per il proprio lavoro usando facebook.

Ci sono un sacco di esempi in caso di risoluzione di emergenze come terremoti od inondazioni. Ma venendo all’azienda per esempio si può notare come il curriculum su Linkedin è molto più dettagliato di quello a conoscenza dell’azienda. In questo modo l’ufficio del personale può essere supportato nel bilancio delle competenze aziendali (chiaramente chiedendo a tutti i collaboratori di essere presenti su Linkedin con un profilo aggiornato).

Un esempio può essere quello legato all’ufficio acquisti che può chiedere ai fornitori di aiutare l’azienda a fare un bando di gara.

Nel mondo normale l’aspetto social media è trattato principalmente dal punto di vista organizzativo con spesso in testa la principale domanda: che cosa possono farci all’interno dell’azienda? Ma dobbiamo ricordarci che i social media sono, sia a livello aziendale che personale,  un mezzo che va usato per parlare ma anche e sopratutto per ascoltare.

L’uso di facebook e di twitter come strumento di comunicazione deve essere transitorio e deve corrispondere ad una specifica campagna con obiettivi ben determinati, perché per tutte le altre informazioni c’è il sito aziendale.

Le linee guida di questo approccio sono quindi: pianificate meno e stimolate di più l’utilizzo positivo di questi strumenti da parte degli individui all’interno dell’attività, in particolare stimolando idee creative rispetto alla loro attività quotidiana. Fate meno strategie top-down e lasciate più spazio a idee dal basso. Passate più tempo ad analizzare le informazioni che vengono dai Clienti e dai contatti.  Essere meno ossessionati dal creare comunità ma essere ospitati da comunità già esistenti. Un passaggio da tecnologie Enterprise a tecnologie di tipo aziendali.

In sintesi passare dalla domanda “che cosa possono fare i Social Media per l’azienda” a passare alla domanda “che cosa possono fare i social media per l’individuo“!

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