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I vantaggi di promuoversi con il buzz

I nuovi strumenti internet per la promozione lasciano il dubbio che siano si strumenti “fighi” ma dai risultati fumosi? Che impatto hanno realmente sulle metriche di quantità?

Facciamo una premessa: bisogna avere un’offerta di reale valore. Un seme interessante da seminare su Internet. Una volta che abbiamo i semini tra i principali strumenti che si possono usare troviamo:

  1. Display-banner
  2. Buzz seeding
  3. Programmi di affiliazione
Per farci un’idea dei costi ci possiamo basare su una case history reale come quella effettuata per la promozione del Fantacalcio della Gazzetta dello Sport.  Il costo medio per contatto per farci un’idea è 78 cent per l’Affiliation, 40 cent per i banner, e 25 cent per il buzz.
Il Buzz risulta quindi essere uno strumento competitivo dal punto di vista del prezzo ed anche dei ritorni, visto che batte in termini di contatti spesso i programmi di affiliazione.
Fondamentalmente il buzz è una conversazione, e quindi ho più margine di raccontare il prodotto o il servizio che un banner. Inoltre quello che io ho scritto rimane anche finita al campagna e quindi ha un tasso di obsolescenza inferiore al banner. Inoltre le conversazioni vanno a posizionarsi anche sui motori di ricerca senza fare articoli autopromozionali. Inoltre l’endorsement sui social media è estremamente positivo perchè sfrutta la fiducia fra le persone.
I costi del buzz è quindi competitivo dal punto di vista economico e genera buoni risultati.
Il segreto di un eccellente mix è fatto dall’utilizzo di più fonti di promozione e da una continuità, con la quale si può fare un raffinamento continuo dato dalle esperienze.
La cosa fondamentale per un buzz di successo rimane avere un valore da consegnare. Perché se il semino che noi mettiamo nel terreno non ha valore, qualsiasi terreno, anche il più buono, non permetterà di germogliare.

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