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Giugno. Mese di ciliege.

Il sogno di ogni amante di questo gustosissimo rubino è quello di poterla assaporare senza dover sputare il nocciolo, un po’ come avviene in film in cui gli attori assaporano bellissime ciliege in sequenza indifferenti al nocciolo (ma avevano già trovato le ciliege senza nocciolo o se lo ingurgitavano?=).

Ora la fantasia diviene realtà: la prima pianta che produce ciliege senza nocciolo: si chiama “Phisalis” ed è una pianta  a cespuglio, di circa 2 metri di altezza. Il frutto, una ciliegia color giallo arancio, ha un ottimo sapore ed e’ ricco di vitamine.

Fra le sue qualità vi è anche quella di fruttificare ad appena sei mesi dalla nascita, mentre il ciliegio classico inizia a ben sei anni compiuti. Inoltre prolifica per tutto l’anno, ad accezione dei tre mesi invernali.

Ma non sempre un prodotto senza nocciolo è garanzia di qualcosa di migliore.

Guardiamo ai partiti: una volta c’era un’involucro succoso di persone ed un nocciolo duro e resistente di leader carismatici ed eletti dal popolo. Ora sempre di più quel nocciolo sta evaporando. Sempre di più si affaccia un’ipotesi di partiti senza leader. Dall’idea di “rottamare” i vecchi noccioli di Matteo Renzi, al tentativo di crearne di nuovi con le primarie fino alla forza emergente dei grillini :  i partiti senza leader, le ciliege senza nocciolo nascono da un malessere diffuso dei Partiti, da un’insofferenza della base verso i propri leader, da un’antipatia generalizzata della popolazione verso la politica.

Il vecchio establishment, il nocciolo che da troppi anni calca la scena, con le comparsate  televisive talvolta più frequenti delle presenze in aula ha portato verso l’idea di una nuova specie di partito: il partito senza nocciolo. E non è solo un’alchimia genetica prodotta dalla scheggia impazzita dell’antipolitica  spinta dal  Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ma è un prodotto proprio di un’esigenza di mercato, il risultato di un’insofferenza ormai generalizzata

I partiti senza leader saranno migliori della vecchia specie?

Di sicuro Berlusconi non potrà più guidare la sua coalizione ed essere quel nocciolo duro che per anni ha dato certezza del contenuto al PDL, quasi come la certezza che nella ciliegia ci fosse un nocciolo duro. Ma anche il PD affronta tematiche similari e il dubbio che forse non sia un male questa nuova tendenza della politica, perché in fondo se è ormai il nocciolo a far marcire il prodotto da dentro, allora è meglio proprio cambiare specie.

 

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Commenti su: "La ciliegia senza nocciolo: finalmente!" (1)

  1. alberto ha detto:

    Sono stato preveggente! Anno 1955 (uno più, uno meno); asilo delle scuole Pascoli di Bologna. Il mio compagno di bamco mangia le ciliegie che si era portato da casa, e non sputa i noccioli. Io gli chiedo. “Perché mangi le ciliegie e ingoi i noccioli?” e lui: “No, no, la mia mamma compra le ciliegie da un fruttivendolo che gliele vende senza nocciolo”. Nelle mie ciliegie il nocciolo c’era, così, per far finta che anche le mie fossero senza nocciolo, mi metto a ingoiare i noccioli. Passa la maestra, mi guarda e dice: “Alberto, perché mangi le ciliegie e ingoi i noccioli?” E qui, come avrebbe detto Alessandro Manzoni, lo sventurato rispose. “No signorina maestra ecc. ecc.”
    Ancora molti anni dopo, quando mi capitava di fare o dire qualche piccola fesseria, mia madre mi guardava con aria di compatimento e senteziava:”Tu sei sempre quello delle ciliegie senza nocciolo”

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