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Come affrontare la paura

In questi giorni difficili permettetemi una riflessione che esula il marketing, l’economia e l’innovazione che solitamente tratto in questo blog. E’ doveroso perchè quello che è accaduto non lascia nessuno di noi indifferenti, ma genera dentro di noi dubbi e paure, che vanno in qualche modo affrontate.

amore per i coraggiosi - I Love tango .it

Il terrore che è stato e che incombe oggi sulla nostra quotidianità, subdolamente si propone di cambiarla dal profondo. Perché va oltre un singolo episodio capitato in una città europea. Ingenera una paura del futuro, che non si esaurisce in un fatto, ma punta  a produrre effetti sulle nostre menti, nel nostro subconscio. Un trauma destinato a rimanere aperto come una ferita che non guarisce perché ci lascia immaginare che il peggio non sia alle spalle ma forse debba ancora venire. L’invisibilità della minaccia, la poca conoscenza delle reali cause, le difficoltà a localizzarla, la paura di una violenza che potrebbe ripresentarsi ovunque colpisce ognuno di noi, può deprimerci, dividerci. La democrazia attaccata da queste nuove minacce incide sulla nostra serenità: ma la risposta si può trovare solo rimanendo uniti, rafforzando il nostro essere e stare insieme.

La paura non deve farci scordare chi siamo, dove viviamo e quale fortuna abbiamo. Viviamo in un mondo stupendo, libero e democratico, ricco di possibilità e di amore. I fratelli non sono solo quelli di sangue ma chiunque generi amore per il prossimo. Amore non violenza. Manteniamo gli occhi aperti, la coscienza vigile, non cerchiamo solo di proteggerci ma continuiamo a vivere! Un cuore solido tiene lontano angoscia, timore e tristezza. Non è il momento di aver paura.

Porta dentro la forza, svolgi il tuo ruolo e mantieni il cuore aperto. E ricordiamoci che il mondo è fatto anche di brutture e odio, ma rimane un posto magnifico dove vivere in pace insieme.

Michele

Prevedere il futuro

Vi ricordate da ragazzini, si andava al campetto dove non c’erano le righe, gli avversari cambiavano maglia continuamente, non c’era l’arbitro e le partite sotto il sole non finivano mai: iniziavano alle due e mezza del pomeriggio per finire alle otto di sera.
Questa è la competizione oggi.

Ed è un mercato in cui è sempre più complicato prevedere il futuro.
La realtà è che l’unico modo di fare la differenza, oggi, domani e dopodomani è fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima. Ma non nel campetto sotto casa, ma nel mondo.

Lo sforzo deve essere quindi quello riuscire a guardare il mondo con gli occhi dei bambini.
Guardare le cose con occhi nuovi perché il miglior modo di prevedere il futuro è inventarlo.

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